Escritos autobiográficos y biográficos
Acá encontrarán algunas historias como ejemplos de las diferentes formas de narración. En esta sección se encontrarán, sucesivamente, las historias que participan en el premio.
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Storie di donne in lotta dal dopoguerra ai giorni nostri - Giovanna Marturano si racconta a Filomenilde Castaldo
Ho accompagnato Giovanna in questo difficile compito di scrivere di sé e di narrare le attività e le lotte da lei fatte insieme a tante altre persone, specialmente donne, dopo la Liberazione per ricostruire un’Italia distrutta dalla guerra e dal Fascismo. L’ho seguita con trepidazione e sempre con gioia ed emozione, consapevole dell’immenso patrimonio che rappresenta per noi il suo racconto e dell’importanza che questa donna ha per la storia di noi donne tutte. Oggi, a distanza di diversi mesi dal nostro primo incontro, mi sono accorta di aver attinto dal suo racconto forza ed energia per continuare a lottare per una società “maschile e femminile” migliore, nella convinzione che l’operato quotidiano di ogni individuo racchiude sempre un grande valore politico e sociale, perché l’individuo “da solo” non ha ragione di esistere.
“Mercenario dello sviluppo” di Daniele De Sillo
La cooperazione, un mondo variegato e contraddittorio, entusiasta e utopico, dove si incrociano sogni, entusiasmi, competenze, e affari. Si parte per aiutare, per capire ma anche per dimenticare. Una legione straniera della solidarietà che si confronta e scontra con inefficienza, burocrazia e interessi. Un confronto da cui spesso si esce con le ossa rotte e disillusi. Ma qualcosa rimane: pozzi, scuole, ospedali, strade. Il diario di un protagonista appassionato ma lucido. Partito per aiutare persone sconosciute, in paesi lontani, racconta l’esperienza che gli ha cambiato la vita...
Trasformazioni
Questi scritti sono il risultato, il frutto del lavoro di un gruppo di persone che convivono e si incontrano nello spazio di una Comunità Terapeutica.
La nostra comunità terapeutica ovvero la comunità fatta di noi, dalle trame delle vite vissute in uno spazio ed in un tempo che è solo di quel posto là, è una delle possibilità lungo un percorso di trasformazione da una vita vissuta all’insegna del malessere ad una che racchiuda anche vere esperienze di gioia.
La comunità, lungo tale percorso, per merito del pensiero a cui si ispira, è (può essere) per sé un’esperienza di cambiamento esistenziale, di trasformazione del significato intorno ai vissuti sugli eventi interni ed esterni di una persona.
"Convivência com a Realiade Semi-Árida - Acesso a Água, Cidadania e Solidariedade"
"Convivência com a Realiade Semi-Árida - Acesso a Água, Cidadania e Solidariedade" é uma experiência que vem sendo desenvolvida no semi-árido da Paraíba pelo Centro de Educação Popular e Formação Social, desde o ano de 1994 que visa, sobretudo, empoderar as famílias e comunidades para aturaem como atores sociais, influenciando mudanças na realiade onde estão inseridos em vista de uma melhor e mais sustentável qualidade de vida. A experiência contempla o desenvolvimento de ações educativas e práticas voltadas para a implementação de tecnologias sociais de convivencia com a realiade semi-árida, a partir da realidade e potenciais existentes nas propriedades da agricultura familiar. A partir do caminho das águas na propriedade, os agricultores e agricultoras são ajudados a descobrir formas de se adaptarem aos efeitos das mudanças climáticas e assim conquistarem melhores e mais sustentáveis condições de vida. A cisterna de placa, uma das tecnologias sociais para captação e aramzenamento de água da chuva é considerada a porta de entrada para um diálogo com as famílias e, por conseguinte um despertar para novas possibilidade de captação e armazenamento de água da chuva, seja para o consumo humano ou para a produção. As tecnologias em si não são considerados os elementos mais importantes, mas, os processos as quais geram sim são considerados como a mola mestra de toda a experiência. São os processos que permitem novas descobertas e exercitam a capacidade cidadã das pessoas, das famílias e comunidades. Do ponto de vista metodologico a experiência estimula que as famílias vivenciem o seu protagonismo a partir do sabe popular como ferramenta para a gestão e ampliação do conhecimento, como condição essencial ao desenvolvimento local sustentável.
GÉNESIS

En un momento político donde están en el debate los “Nuevos Movimientos Sociales”, este documento intenta narrar las grandes inflexiones de la génesis e historia de uno de los movimientos sociales urbanos de mayor trascendencia en el continente latinoamericano. Se trata de la historia de FUCVAM (Federación Uruguaya de Cooperativas de Vivienda por Ayuda Mutua) que, siendo una organización social nacida pocos años antes de la ruptura del régimen democrático en el Uruguay (1973-1985), logra sin embargo no sólo sobrevivirlo, sino además, superar su perfil exclusivamente viviendista hacia un rol protagónico y referencial como emblema de lucha para toda la sociedad uruguaya. Recorriendo el texto, podrán encontrarse claves explicativas de este proceso en función de las estrategias de resistencia y lucha empleadas en su transcurso.
Canto la mia rivoluzione
"Non è importante che Rosa abbia fatto la cantante piuttosto che l’impiegata, che lei sia sopravvissuta alla rivoluzione e molti suoi amici siano morti, se abbia deciso o no di avere un compagno stabile e dei figli, l’importante è che ogni attimo della sua vita sia dedicata ad uno scopo. E’ per questo che prima arriva lo scopo e poi c’è Rosa."
“Amanda racconta Armanda (pavimento di linoleum verde)”
Si tratta della storia, sofferta e coraggiosa, di una proletaria romana verso l’emancipazione perseguita attraverso l’impegno sindacale e sociale, la “rimessa in gioco” personale e la costruzione della più importante Università Popolare Romana.
In questo lungo cammino, che ha attraversato gli anni difficili di molti proletari della periferia romana, obbligati a vivere nei borghetti di lamiera, ad occupare le case dei grandi costruttori ed ad affrontare la chiusura delle fabbriche con conseguente disoccupazione, Armanda (la protagonista) rappresenta un messaggio di tenacia e speranza. Il comprendere che isolarsi e rinchiudersi non aiuta a risolvere i propri problemi e che, solo condividendo timori e speranze, si può lavorare per un futuro sociale migliore, rappresenta l’essenza di questa delicata ed autentica storia.
5 storie per 5 giorni...
Anche questo racconto ha una storia…
5 storie per 5 giorni, è una azione di comunicazione legata al progetto Storie di Mondi Possibili (www.powos.org), con la quale vorremmo contribuire a condividere un po’di ciò che sta avvenendo in questi giorni al Forum Sociale Mondiale 2009, a Belem, in Amazzonia. Speriamo, attraverso piccole storie, di 15-20 righe ognuna, di farvi arrivare un po’ dell’intensità di questo incredibile incontro, che vede circa 100.000 persone da tutto il mondo, organizzazioni, comunità e gruppi, confrontarsi sulla necessità assoluta di costruire un altro mondo possibile, e sulle modalità concrete di realizzarlo. Ci ricordava Alex Zanotelli, padre Comboniano che ha vissuto a lungo a Korokocho, una delle baraccopoli di Nairobi, come la battaglia non sia facile. Gli obiettivi del millennio, tanto propagandati (Sradicare la povertà estrema e la fame, Garantire l'educazione primaria universale, Promuovere la parità dei sessi e l'autonomia delle donne, Ridurre la mortalità infantile, Garantire la sostenibilità ambientale, Lotta all’HIV, ecc.), che già erano il minimo sufficiente, non sono stati affatto raggiunti, anzi sono sempre più lontani. E nel frattempo la rapina delle risorse naturali del pianeta continua. In poche settimane la crisi finanziaria ha portato i governi occidentali a tirare fuori somme enormi; alcuni studi affermano che i governi dell’Unione Europea e degli Stati Uniti hanno speso in una settimana ciò che sarebbe bastato per eliminare la fame nel mondo per quasi 50 anni…. Ecco perche il bisogno di fare questi tam-tam, per risvegliarci dalla sonnolenza e dal delirio nel quale siamo immersi; per aiutarci a ricordare che ognuno può fare qualcosa, e che ciò è vitale e necessario, come persone, e come cittadini del pianeta.
Masticare strada (la coperta di cartone)

La tematica è la sopravvivenza per salire la china di una vita normale partendo dalla strada,nell'epoca della globalizzazione.
I luoghi narrati sono,sud e nord del mondo,facendo la spola tra napoli,bologna,milano ed arrivando in treno ed autostop fino a Marsiglia e Barcellona.
Le vicende sono la storia di un ragazzo che lotta contro la droga,scappando da una comunità di recupero e scegliendo di vivere per strada per riconquistare la libertà perduta.
Memoria de una lucha por la conservación del Agua de la comunidad de Sardinal, Guanacaste, Costa Rica
El pueblo de Sardinal de Guanacaste, emprendió una lucha por la defensa del recurso hídrico cuyo impacto se extendió a nivel nacional. Un grupo de inversionistas del turismo se aliaron con el Gobierno de la República y la institución encargada de la administración del agua en el país (AyA) con el propósito de construir un proyecto de acueducto que habría de llevarse el agua del manto acuífero de la comunidad para abastecer proyectos turísticos en dos playas de la costa de Guanacaste: El Coco y Ocotal. Ante el avance de la construcción del acueducto la comunidad se organiza y emprende movimientos de resistencia los cuales comprenden detener la maquinaria asignada para la realización de dicho proyecto. La lucha se da en dos niveles: uno legal-administrativo y el otro de lucha popular. En el segundo caso el gobierno realiza dos intervenciones policiales a las cuales el pueblo responde con tal valentía que se convierte en un estandarte para diversas organizaciones y movimientos de resistencia en todo el país. Gente de muchas organizaciones se llegan a ver involucrados en la lucha de Sardinal.De algún modo esta lucha reaviva la necesidad de protesta que había menguado luego de la derrota en el referendum en que el gobierno impone el Tratado de Libre Comercio con los Estados Unidos.
Los compañeros y compañeras de la Oficina de Pastoral Social de la Diócesis de Tilarán llevamos a cabo un proceso de acompañamiento y participamos de todas las actividades convocadas por el Comité Pro Defensa del Agua de la comunidad que está protagonizando la actividad de resistencia. La memoria que se presenta fue el producto de un trabajo de devolución que se hizo ante la comunidad con plena participación popular en el parque de la misma. La lucha no ha terminado y seguimos asistiendo a reuniones con el comité mencionado. Sardinal sigue siendo un valuarte de la resistencia nacional y ejemplo para organizaciones de diversa índole comprometidas por la construcción de otro mundo posible.
educacion autogestionada
el texto es una cronica de la experiencia de bachilleratos populares llevada adelante en Buenos Aires por organizaciones sociales.A partir de la cronica se reflexiona sobre el poder de construccion de politicas publicas transformadoras de las organziaciones sociales y su relacion con el estado.
NIMA (racconto biografico di “Anonimo Persiano”)
Il narratore racconta: le sue esperienze in Iran nella famiglia d’origine, soffermandosi in particolare sulle tragedie che, causa incidente aereo (oltre a persecuzioni politiche del regime dello scià verso un suo familiare) hanno “dimezzato” e “disgregato” (in senso fisico, ma non affettivo) la sua famiglia; il suo passaggio in Italia; le difficoltà (linguistiche, culturali, ecc.) al momento del trasferimento in Italia; il difficile inserimento; il desiderio (ambivalente) di tornare in Iran; il rapporto con la sua solitudine; l’amicizia con l’autore nata attraverso l’esperienza narrativa della sua storia; altri contenuti e particolari autobiografici.
Projeto Cidades sem Fome/Hortas Comunitárias
A Organização Cidades sem Fome implanta e desenvolve o projeto "Cidades sem Fome/Hortas Comunitárias". Esse projeto visa utilizar áreas públicas ou privadas que não tenham utilização específica, para a implantação e desenvolvimento de hortas a fim de proporcionar às comunidades carentes, oportunidades de trabalho, meios para capacitação profissional e geração de renda através da comercialização dos produtos obtidos pelos participantes do projeto. Tem por objetivo também, combater a desnutrição e melhorar a qualidade de vida das comunidades, uma vez que busca viabilizar o acesso a alimentos saudáveis e nutritivos além de trazer benefícios de caráter ambiental para esta população. A forma de atuação do projeto “Cidades sem Fome/Hortas Comunitárias” consiste na implantação de hortas comunitárias em áreas urbanas de grande concentração habitacional e esta iniciativa possui, como público prioritário, comunidades carentes que ocupam a periferia da Região Metropolitana de São Paulo. A proposta visa, sobretudo, oferecer alternativas para o desenvolvimento local dessas comunidades e minimizar os riscos e as condições de vulnerabilidade a que estão sujeitas. A Organização Cidades sem Fome busca fomentar uma mobilização comunitária (sem, no entanto, isentar o poder público de suas responsabilidades) e, por meio da implantação de hortas em terrenos baldios e áreas subutilizadas, garantir, além de uma fonte de geração de renda, o aproveitamento de mão-de-obra ociosa ( principalmente de mulheres e pessoas da terceira idade), o fornecimento de alimentos frescos cultivados em bases orgânicas, contemplando, também, a questão da segurança alimentar e do ganho de auto-confiança por parte dos envolvidos. Também busca incentivar o cooperativismo e difundir princípios e uma consciência ecológica através da realização de oficinas e de práticas de Educação Ambiental. Almeja, portanto, atuar positivamente sobre questões de relevância social, econômica e ambiental. A criação e manutenção destas hortas proporciona uma melhora das condições de vida desta parte da população, oferecendo oportunidades de trabalho, capacitação profissional dos participantes e de seus dependentes, a geração sistemática de renda com a comercialização de legumes, hortaliças e frutas produzidos pelo projeto, uma agregação de valor após o processamento destes produtos e a formação de cooperativas ou associações abrangendo os núcleos de produção. Ao criar possibilidades para auferir renda de forma autônoma e promover uma capacitação profissional, o projeto fornece instrumentos que também viabilizam o rompimento com o ciclo assistencialista a que diversas famílias se submetem devido à falta de alternativas para que se desenvolvam de forma digna.
Objetivos:
1. Implantar núcleos de hortas comunitárias na cidade de São Paulo com a finalidade de promover melhores condições de inserção social de populações carentes através da disponibilização de oportunidades de trabalho, da capacitação profissional e da geração de renda.
2. Promover a educação alimentar com o objetivo de suprir as deficiências nutricionais das comunidades carentes;.
3. Promover a educação ambiental e sanitária a partir dos contextos locais.
4. Criar pequenas unidades de beneficiamento de produtos agropecuários de origem vegetal.
5. Criar e implementar mecanismos que estimulem os beneficiários do projeto a processarem produtos in natura de origem vegetal, agregando-lhes valor.
6..Incentivar a formação e a organização de associações, cooperativas, grupos, núcleos de agricultores urbanos, a partir da comercialização de seus produtos.
storie di lavoro
Frutto di due laboratori autobiografici realizzati con i pazienti e gli operatori del Centro Diurno di Psichiatria di Lanciano, condotti da Roberta De Thomasis - espertas in formazione autobiografica e delle scitture relazioni di cura - “Storie di lavoro” è una riflessione sull’esperienza delle borse lavoro dei pazienti, e dei pareri dei loro familiari e tutor. Testimonianze di grande immediatezza che rilevano sullo sfondo un pensiero che va oltre il semplice racconto dell’esperienza, perché l’autobiografia apre all’ascolto di se, restituisce il senso del proprio vissuto e apre alla prospettiva del cambiamento. La narrazione di sé riveste di dignità ogni esistenza, le da valore. “Storie di lavoro” vuole offrire una testimonianza a chi è aperto a considerare l’esperienza degli altri un seme generatore di nuovi pensieri e comportamenti.
Um ser da claridade

Um herói urbano, um sobrevivente da luta pela vida! É assim que descrevo seo Aldevir, personagem dessa história. O homem que transpõe limites físicos, esbarra em preconceitos, mas mesmo assim não perde o gosto pela vida. O mais interessante é que essa figura inusitada pode transformar a viagem de passageiros da linha mais movimentada de Goiânia, o Eixo Anhanguera, na mais irreverente forma de aproveitar o trajeto ao trabalho, a escola ou seja qual for seu destino.
Journey of a thousand miles begins with just a single step

The schools & college working under the trust are situated on Walton rd and cater for the needs of the local community. People of Walton area belong to lower middle or lower class. The average income of a family in Walton is Rs3000 per month.
Qurban girls’ school was established by Mr Qurban Ali who worked in UK for 18 years and then decided to settle in Pakistan with the aim of educating the underprivileged girls. He set up the school in 1980 to educate the girls of the area. The school started with two teachers and about thirty pupils. Within a year the school attracted 300 pupils and the teachers kept on increasing. The school was registered with the board of intermediate and secondary education in 1982.
In 1990 due to the popular demand of the residents of Walton the school was raised to college level and was called ‘Qurban girls higher secondary school’. A new Principal was appointed for the college section and a new building was constructed for them. The popularity of the school due to its results increased and in 1992 the school had to be separated into a junior and a senior school. The college started teaching degree classes and was given the status of ‘Qurban Degree College’ by the Punjab University. The junior school used to cater for the boys up till class 5th and then they had to look for other alternatives. The parents always insisted on the management to open up a boys’ school. Due to lack of space and insistence of parents a secondary school was set up which became so popular that the trust had to buy some land at the back and ‘Qurban boys school ‘ came into existence, which was registered with board of intermediate and secondary education in 2001.
The trust has successfully opened a junior English medium branch in which Modern British Education system in context with Islamic culture has been introduced and is now successfully providing excellent education.
Mr Qurban Ali worked in England for 18 years and set up a Trust in 1993 with his own assets calling it ‘Qurban & Surraya Educational Trust’ and was declared Waqful Allah which means that there are no beneficiaries and all income will be spent on Educational purposes and establishing new schools.
The schools and the college have been put under the management of the trust and all income goes into the trust account and is spent according to the trust rules.
At present there are 4650 pupils and a staff of 290.
The trust has set up a fund and all orphans and needy not only get free education but are given free books and uniform as well. Scholarship is awarded to pupils who top the class.
Mi racconto
Da una intervista di Concetta Paliotta ad Emanuela Bianco
Taranto vecchia
di Maria Grazia Sessa
La Escuela Agrícola Autosuficiente
A fines de abril del año 2003, las autoridades del Ministerio de Agricultura y Ganadería paraguayo recibieron una carta verdaderamente atípica:
Benjamín Aceval, 24 de abril de 2003
Sra. Directora General de Administración y Finanzas del
Ministerio de Agricultura y Ganadería
Asunción
De mi consideración:
Me dirijo a Usted y por su intermedio a quienes corresponda para informar que la Escuela
Agrícola San Francisco de Asís, de Benjamín Aceval —Departamento de Presidente Hayes— renuncia al saldo del presupuesto que le fuera asignado para el año 2002 y al que se le asignará para el presente año.
Sólo cabe imaginar la sorpresa con que fue recibido este anuncio. Durante meses, en sus cartas al Ministerio, las escuelas agrícolas de todo el país habían reclamado —con una desesperación creciente que el lenguaje burocrático disimulaba a duras penas— el desembolso de subsidios largamente atrasados. Ahora, una de ellas aseguraba que ya no los quería. ¿Qué estaba sucediendo?
A punto de cerrar por falta de fondos, la Escuela Agrícola San Francisco había pasado en enero de 2003 a manos de la Fundación Paraguaya, una asociación sin fines de lucro fundada en 1985 por profesionales y empresarios socialmente comprometidos —entre los que me incluía— para promover el emprendedurismo como forma de combate a la pobreza y el desempleo. Los nuevos administradores de la escuela nos habíamos planteado el desafío de convertirla, en el plazo de cinco años, en un establecimiento educativo autosuficiente, capaz de generar los recursos necesarios para su funcionamiento y, al mismo tiempo, brindar a jóvenes de los sectores rurales más desfavorecidos los conocimientos y destrezas necesarios para romper el ciclo de la pobreza.
En nuestra visión, la autosuficiencia no era una mera cuestión de supervivencia económica, sino un eje central del programa de estudios; para formar jóvenes con espíritu emprendedor, capaces de ganarse la vida y progresar a través de la actividad agropecuaria, era necesario mostrarles cómo hacerlo; demostrarles que la propia escuela era capaz de hacerlo.
En retrospectiva, es fácil interpretar esta carta como un punto de inflexión, un primer paso decidido hacia la independencia. Pero en ese momento —y además, en un contexto de fuerte crisis económica en toda la región— parecía un paso firme… hacia lo desconocido. Poco después confirmaríamos que no había otras escuelas agrícolas autosuficientes en el mundo, y muchos de los especialistas que consultamos se mostraron escépticos acerca de la posibilidad de lograr la autosustentabilidad.
En los cinco años que siguieron, la escuela puso en marcha 16 empresas propias y adoptó el sistema de agricultura orgánica; duplicó su cantidad de alumnos, comenzó a admitir estudiantes mujeres, implementó un programa de educación económica y tuvo más de 100 egresados que lograron una tasa de empleo del 100%; llevó su producción al mercado, fundó un hotel y sumó a su currículum de Bachillerato Técnico Agropecuario (BTA) un Bachillerato en Turismo; y lo que es más importante, logró la autosuficiencia y desarrolló un modelo de “educación que se paga a sí misma” que comenzó a replicarse en otras escuelas de América Latina, África y Asia, creando oportunidades de superación y progreso para miles de jóvenes.
Este libro cuenta la historia de este viaje hacia la autosuficiencia y de los hombres y mujeres, los chicos y chicas que lo hicieron posible.
Dirce Machado: uma mulher de coragem

Dirce Machado é uma mulher de coragem. Aos 14 anos saiu de casa para ingressar no Partido Comunista do Brasil (PCB). Ajudou a construir o Partido entre os camponeses, participou da Revolta de Trombas e Formoso, foi perseguida e presa no período do gerenciamento militar, mas nunca deixou de acreditar que os brasileiros precisam lutar e construir um mundo melhor.
Vaidade e sensibilidade no volante

Mulheres que têm a profissão de motoristas de ônibus urbanos em Goiânia, uma cidade com quse dois milhões de habitantes, enfrentam as dificuldades da profissão e o preconceito de uma parte da sociedade, já que a função é exercida quase que exclusivamente por homens. Apesar dos problemas, a vaidade não deixa de acompanhar essas mulheres em suas rotinas de trabalho.
Contar una historia que cuenta

Re-construye las vivencias de formacion de un grupo de maestros en un instituto normal en el departamento de Canelones (Uruguay) en el año 1960.
Contenidos:
Los contextos socio-históricos del instituto: Uruguay y América Latina
La institución: aprendizajes, metodología, la resistencia al cambio en la identidad, los logros institucionales
Uso da Metodologia Step Stones no Bairro Belém –A de Bissau
A narrative fala da experiência da Associação de Mulheres do Bairro Belém – A no diagnóstico sobre a situação da SIDA no Bairro onde predominam comunidades muçulmanas e com muitos tabus em relação a questão.
Dentro le storie / esperienza volontariato in Zaire con Padri Missionari Comboniani
Esperienza di volontariato e di lavoro nella missione di Isiro in Zaire per la costruzione di piccole casette e chiesetta per la popolazione locale, vicino ad un villaggio pigmeo.
La storia di Puccio
Questa è un’intervista fatta da Giuliano Testa nell’ambito del corso di autobiografia della Upter, a Mary Cruz Rodriguez Maccione, autrice del libro (non ancora pubblicato)“Salve sono Puccio”, in cui racconta la vita di suo figlio Luigi, Puccio per tutti. Un giovane disabile dalla nascita affetto da una grave forma di distrofia muscolare e scomparso nel 2003.
La sua disabilità non gli ha mai impedito di avere una vita intensa e piena di interessi: si è laureato; è’ stato autore e regista teatrale: ha viaggiato in tutta Europa. La sua spiccata autoironia, il suo modo positivo di affrontare i problemi facevano di lui un lider. La sua commedia “pazzi” è stata messa in scena da uno dei maggiori teatri della capitale.
Questo libro è stato scritto “a più mani”. La madre si è avvalsa della collaborazione di tutti coloro che hanno percorso un tratto di strada con Luigi, per mettere in evidenza che, anche se disabili, anche se con delle obiettive difficoltà, ognuno di noi può essere costruttore della propria esistenza e sfruttare al meglio il tempo che ci è stato concesso di vivere.
Liberi di ricordare

Lavoro preparatorio alla Giornata della Memoria.
Scuola elementare di Spadarolo di Rimini.
E’ un diario che ho tenuto rispettando fedelmente parole ,dialoghi,interventi, espressi dagli alunni dopo incontri con persone ( testimoni , attori teatrali, esperti…), visione di film e spettacoli teatrali, letture di libri ,dibattiti fra i ragazzi. Tutto è nato per caso dopo una conversazione fra me ,insegnante, e i miei alunni di 5° elementare sul significato della parola “ LIBERTA’ ” . A poco a poco ha preso corpo questo lavoro corredato di disegni, poesie, racconti, commenti degli alunni che hanno dimostrato una maturità non comune e che ci ha condotti a ripensare al- l’Olocausto, tragedia immane che ha portato a togliere la libertà e la vita a milioni di persone. Con una parte di questo lavoro abbiamo rappresentato le scuole riminesi alle celebrazioni della Giornata della memoria.
Il mito di Giovanna d’Arco. La costruzione sociale della strega nell’immaginario cinematografico.

Il libro che presento è frutto di ricerca sul campo. Frammenti di esperienza di vita quotidiana racchiudono la percezione della realtà costruita dal senso comune, rafforzata dal linguaggio. Un linguaggio che proietta immagini distorte che formano e plasmano le nostre menti, in una dimensione reale che ci sembra l’unica possibile, immodificabile, fino a quando non sorge il dubbio che le cose possano stare diversamente. Ritessere i fili dell’agire umano nella vita quotidiana, attraverso il racconto cinematografico, può rappresentare l’elemento che tiene nel presente il filo del tempo che collega passato e futuro. Ripercorrere la storia per nuove interpretazioni di senso, affinchè ciò che è stato ereditato, interiorizzato, istituzionalizzato dalle tradizioni etniche e culturali possa non essere dato per scontato, ma re-interpretato per formulare “altri mondi possibili”.
Azolà

1) Un emarginato poliomielitico riacquista dignità attraverso la solidarietà e diventa il centro di una formidabile azione di solidarietà e cambiamento di mentalità nel suo villaggio.
2) Costa d'Avorio, villaggio di Awabo d'Adzopé
3) Un ragazzo, Azola, poliomielitico, e quindi emarginato, è costretto a camminare sulle mani. Attraverso l'intervento del Granello di Senape, della famiglia, del villaggio, viene operato e riesce a camminare sulle proprie gambe. Intraprende con successo il percorso scolastico. In terza liceo intraprende una formidabile azione di recupero di dignità e di solidarietà a partire e con i più poveri. Muore giovanissimo ma con la certezza che l'opera continuerà attraverso quei giovani che con lui hanno ormai innescato un movimento irrefrenabile di unità, collaborazione, organizzazione e solidarietà.
Evelina, una storia di emigrazione
Un incontro casuale all'origine del libro: la partecipazione ad un Convegno sull'Europa, organizzato dall'Istituto Italiano di cultura a Bruxelles. Un incontro casuale tra me ed Evelina Caiarelli, che non viene lasciato cadere nel vuoto, perchè contemporaneamente suscita in me il desiderio di conoscere ed approfondire un'esperienza di emigrazione e in Evelina il desiderio di aprire lo scrigno delle sue memorie.
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La prima parte delle memorie di Evelina ha come sfondo Calascio, in Abruzzo, e l'evocazione nostalgica di un mondo rurale, con i suoi valori, le sue tradizioni, i suoi ritmi. I ricordi dell'arrivo a Bruxelles nel 1954 offrono non solo la fotografia di una donna alle prese con una nuova realtà, ma anche uno spaccato di quella che era la comunità italiana di allora, con le sue figure di spicco ed i mestieri, oggi desueti, come quello del “figurinaio”.
La Evelina forte, con cui avevamo fatto conoscenza nella prima parte della storia, emerge con forza e tira fuori tutte le cartucce che ha nella bisaccia: forza di carattere, apertura mentale, desiderio di colmare la scarsa istruzione ricevuta, capacità di “riciclarsi” e rimettersi sul mercato del lavoro fino a trovare il lavoro ideale.
Ma tra le pagine troviamo ancor di più: c'è una grande ricchezza di sentimenti, espressa nell'innamoramento e nel bellissimo rapporto con il marito Paris, c'è l'affetto, l'orgoglio per i tre figli, c'è la curiosità per tutto ciò che è cultura, conoscenza...ed ancora, ci sono bellissime esperienze di solidarietà, l'attivismo in Associazioni, come “Vie femminine” e ACLI, che forse hanno rappresentato il cardine della sua evoluzione, della sua emancipazione, per usare un termine in voga in passato, della sua integrazione. E ci sono pagine dedicate poi alle sue imprese ciclistiche, come l'organizzazione di Dynamobile, un'Associazione che organizza tours europei in bicicletta, allo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblicaall'uso di questo mezzo di spostamento, e il pellegrinaggio a Santiago di Compostela, duemila chilometri da Bruxelles, sempre in bicicletta.
Insomma un esempio positivo la storia di Evelina. E' la storia di chi vuole farcela, di chi non si accontenta del ruolo che il destino le ha assegnato e anno dopo anno, passo dopo passo, riesce ad integrarsi completamente nel paese, dove era arrivata tanti anni prima con una valigia di cartone, un permesso di soggiorno e tanti sogni in testa...
Nell'intento di approfondire la tematica che fa da sfondo alla storia, mi è sembrato utile inserire un excursus storico su quello che è stato il fenomeno
dell'emigrazione italiana in Belgio, partendo dall'emigrazione, antelitteram, dei romani al seguito delle legioni di Giulio Cesare fino ad arrivare all'emigrazione classica, quella “del carbone”, che ha interessato migliaia di nostri connazionali e che annovera tra le sue pagine più dolorose la tragedia di Marcinelle
ADELE

E’ la storia di una donna, Adele, dal 1924 anno della sua nascita al 1999 anno in cui Adele si è narrata. Roma la città in cui ha vissuto. Povertà, abusi, guerra, sanatorio, un figlio illegittimo dato in affidamento, poi il matrimonio i figli e ancora povertà che la porta a diventare un’alcolista, il riscatto e qualche anno felice prima della morte del marito. Una vita dolorosa vissuta con ironia e curiosità.
Le ragazze della fabbrichina

È la storia di tante ragazze degli anni ’50, che entrano giovanissime a lavorare in fabbrica e lì trascorrono i loro anni belli, quelli della giovinezza, dei primi amori, dei primi soldi in tasca. Pur sentendosi prigioniere di quelle mura, dove non entra mai un raggio di sole né il profumo dei tigli del viale, riescono a volte a evadere con la fantasia e a illuminare l’ambiente con la luce dei loro sogni.
RAGAZZI SPECIALI

IL RACCONTO TRATTA LA TEMATICA DELLA DISABILITA’, NARRANDO LE VICENDE QUOTIDIANE, VISSUTE DA RAGAZZI ED OPERATORI, DENTRO LE MURA DI UN CENTRO SOCIO-EDUCATIVO DIURNO.
